L' EDITORIALE DEL MESE numero 1 - marzo 2007
di Maurizio Silvestri
L'uomo che ha un sogno non morirà mai. Bella frase vero? Vogliamo adottarla in
questo primo numero del nostro giornale, il numero uno che segue allo zero, un
"Livorno Magazine" di prova che ha avuto un grande successo. Sì, come sognavamo
e anche di più. Senza pubblicità, in sordina come ha detto il Tirreno che ci ha dedicato un bello
spazio e che ringraziamo. Malgrado l'uscita in silenzio nelle edicole i livornesi hanno
dimostrato di avere l'udito fine, specie quando un giornale come il nostro parla di
loro. E così il numero zero del nostro giornale è andato esaurito in prima ristampa ed
ha ben venduto nella seconda. Grazie a tutti: noi viviamo esclusivamente attraverso le
vendite e la pubblicità e quindi il vostro contributo è fondamentale. Per contenere le
vostre spese manterremo il più a lungo possibile il prezzo ridotto del numero zero.
Un sogno dicevamo. Quello di essere una voce, la voce dei livornesi che parlano di ieri
e pensano al domani senza mai perdere di vista il presente. Quel "Qui e ora" al quale
gli orientali sono tanto affezionati e che i latini hanno nella loro versione di "carpe diem".
Cogli l'attimo, cogli il momento e vivilo al meglio. Perchè, come dicevano i francescani
quando si incontravano, "Fratello ricordati che devi morire". Eilà che fate? Via le manacce dagli amuleti. Sono certi cattolici a vedere un cattivo presagio in quelle parole.
In realtà i frati indendevano ricordarsi l'un l'altro che, siccome prima o poi bisogna morire, è bene vivere nel miglior modo la nostra vita.
Per noi, onesti professionisti da anni del mondo della comunicazione, il sogno è creare un qualcosa di bello, dar voce ad una città che ha tanto e può offrire tanto. Parliamone dei nostri progetti, usciamo da quel limbo nel quale molti ritengono che la città
ristagni da anni. Fuori le idee, i progetti. Parliamone insieme. Le nostre pagine sono
a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà che parlano nel nome della libertà,
dell'amicizia e della tolleranza. Gli stessi principi delle leggi livornine e anche della
carta dei diritti del cittadino scritta dai padri degli Stati Uniti. Un paragone azzardato?
No, no. Carta canta. E nei prossimi numeri ve ne daremo le prove. Per ora godetevi la
lettura in compagnia del nostro nuovo collaboratore: il Quintomoro. Chi è il Quinto-
moro? Ma è quello che ha contribuito a creare la città, quello libero nel corpo e nella
mente. Il nostro spirito. Ed anche quello dei veri livornesi.
