
Lo
studio degli Etruschi da sempre ha portato ad associare questo popolo
al mistero, ai segreti, a quanto di più bizzarro. Ed ancora oggi
occultismo e credenze magiche, fondano le loro origini, nei contorni
mai ben definiti di questi antichi abitanti anche di zone tanto vicine
a Livorno. Sulla loro origine e provenienza non ci sono notizie sicure.
Secondo il racconto di Erodoto, sarebbero emigrati in Toscana dall'Asia
Minore (Lidia) a causa di una carestia. Secondo il resoconto di Livio,
sarebbero invece arrivati dal nord e secondo una terza tradizione,
riportata dallo storico Dionigi di Alicarnasso, sarebbero invece
autoctoni.
Populonia città Etrusca
Populonia, unica grande città etrusca ad essere edificata
interamente sul mare era il grande polo si-Derurgico
dell’Etruria, la Pittsburg dell’antichità.
Un’importante scavo ha messo alla luce nella parte est del
Poggio della Porcareccia a Baratti, dove dal VI secolo in poi
sorgerà la necropoli, un’area adibita
all’attività siderurgica, un vera e propria zona
industriale.

Populonia
ospita uno degli scenari più rappresentivi della civiltà
etrusca, immerso nel verde che si affaccia sul mare. Nel parco
testimonianze della nascita e dello sviluppo di uno dei maggiori centri
della civiltà etrusca dove si trasformava il ferro elbano. Qui
ritroviamo la via del ferro, che attraversa la parte monumentale del
parco, necropoli, edifici industriali ed aree metallurgiche. Pannelli
illustrano i principali monumenti che si trovano lungo il percorso. La
via delle cave è un sentiero a forma di cerchio immerso nella
vegetazione, che percorre la parte alta del parco, alla scoperta di
antiche cave etrusche di calcarenite. Tutta l'area delle cave è
stata usata in età ellenistica tra il IV e il III sec. a.C., per
ricavarvi tombe a camera. Procedendo in senso orario, possiamo ammirare
il golfo di Baratti, mentre dalla cava delle grotte, dal "belvedere",
una veduta della val di Cornia.
Area archeologica dell'Acropoli

L’acropoli
era difesa da possenti mura di cinta che racchiudevano i colli del
Castello e del Molino o del Telegrafo, la cui costruzione potrebbe
risalire alla seconda metà del VI secolo. Intorno al
golfo di Baratti si estendeva invece la città bassa e il
porto, con quartieri dove fervevano le attività produttive e
commerciali. Qui avveniva la lavorazione dei metalli del Campigliese e
dell'isola d'Elba (rame, ferro, gale-na) e dal suo approdo partivano
traffici di primaria importanza. Dal commercio con altre città,
arrivava la ceramica. Dal V secolo a.C. per favorire il commercio,
nacque l’esigenza di coniare monete d’oro e
d’argento. La difficoltà nel reperire in natura questi
metalli, facilmente rimodellabili per trasformarli in ornamenti,
serviva a dare valore al nuovo conio. Le monete di bronzo, nacquero
successivamente, per dare un sempre maggiore potere d’acquisto.
Questo, che fu uno dei primi esempi di uso di moneta in tutta la
penisola italica, spiega in parte anche perché, popoli di un
tempo antico, abituati a vivere di scambi commerciali e di saccheggi,
sentivano già il bisogno di avere un loro conio, come fonte di
ricchezza alternativa alle merci.